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Gli
schermi di proiezione avvolgibili oltre ad essere una scelta suggestiva per
la dimensione dell'immagine che offrono, rappresentano la soluzione a minor
impatto con l'arredamento di una stanza. La loro presenza non è permanente
ma soggetta all'utilizzo. Quando li si vuole usare li si svolge portandoli a
vista, una volta terminato l'uso li si riavvolge facendoli scomparire.Il loro contenitore può essere occultato facilmente in un controsoffitto, nella testata di una libreria, dietro ad una veletta o ad un tendaggio. In altre parole, vi sono molti modi per nasconderli quando non occorre utilizzarli, basta usare l'immaginazione per trovare soluzioni adatte alle situazioni. La
comodità e facilità dell'avvolgimento e dello svolgimento sono assicurate
dall'esecuzione motorizzata delle operazioni. Non si pensi ad una manovella
da ruotare per la discesa o la risalita, si pensi al tocco leggero di un
telecomando o di un interruttore che comandano il movimento. Gesto identico
a quello per accendere o spegnere un televisore. |
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Gli
schermi al plasma di per sé sono un elemento di arredo in particolar modo se
appesi in quanto richiamano l'idea di un quadro. In sintonia con questa
visione alcuni produttori sono giunti addirittura ad incorniciarli come
fossero un dipinto e trasformando persino lo schermo in un vero e proprio
specchio. Altri produttori hanno esaltato il concetto di elemento d'arredo
sofisticando e impreziosendo la ricercatezza del design. Altri ancora hanno
preferito interpretare uno stile semplice e lineare abbracciando una visione
minimalista nella quale l'impatto è ridotto in favore di una propensione ad
assecondare gli elementi circostanti. Vi sono invece designer d'interni che
al contrario preferiscono occultarli in parte o interamente celandoli
all'interno di mobili muniti di ante o ricorrendo a dispositivi motorizzati
capaci di rivelare alla vista lo schermo solo all'occorrenza.Al di là delle singole interpretazioni stilistiche, è facile notare l'interazione positiva che si è instaurata nel corso del tempo fra arredatori ed oggetto, dando vita a molteplici visioni che ne hanno valorizzato in modo variegato la presenza o ne hanno sfruttato il ridotto ingombro in profondità senza sacrificare il desiderio di disporre di una schermo dall'ampia superficie di visione. |
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Forse
la soluzione meno celebrata, certamente la più suggestiva. Scelta
irrinunciabile per coloro che vogliono vivere realmente le emozioni di una
visione cinematografica nel salotto di casa. Il videoproiettore, a
differenza dei proiettori di pellicola, sia per il ridotto ingombro e sia
per i costi contenuti ha reso possibile realizzare il desiderio di
collocarlo con facilità fra le mura domestiche. Una volta studiati gli
aspetti geometrici di allineamento fra proiettore, immagine e spettatori è
possibile valutare la collocazione più idonea per l'ambiente: montaggio a
soffitto o a parete, all'interno o sopra un mobile o una mensola, incassato
a parete o nel controsoffitto o in una struttura ad hoc in cartongesso o in
legno oppure semplicemente appeso a parti fisse o mobili. A vista o a
scomparsa totale o parziale. Le soluzioni sono molteplici. |
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La
scelta e la collocazione dei diffusori acustici rappresentano apparentemente
un problema impegnativo da risolvere. Non tanto perché in sé stesso di
difficile soluzione, quanto perché difficilmente viene considerato sin dal
principio. Quando si inizia ad immaginare l'arredamento di un ambiente ben
difficilmente si pensa alla presenza dei diffusori. Quando finalmente si
giunge a considerare anche questo aspetto si tenta spesso di risolverlo
sbrigativamente relegandolo negli spazi residui liberi da qualsiasi altro
elemento d'arredo. Il problema non è la difficoltà a pensare una soluzione,
quanto non averla pensata per tempo. Se meditata dall'inizio la soluzione
può essere rintracciata senza vincolarsi ad adottare microscopici diffusori
inadatti ad ambienti di normale ampiezza e ad un ascolto gratificante o
collocati in modo casuale e spesso erroneo. |
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