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Per consentire di comprendere agevolmente la mutazione della situazione ripubblichiamo il precedente editoriale in modo da confrontare le perplessità precedenti con le speranze attuali.
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Può apparire paradossale o inverosimile questa frase, a chi è intriso dalla convinzione che il progresso ci sia sempre e comunque, soprattutto quello legato alla tecnica. Del resto, un'epoca caratterizzata dallo sviluppo intensivo delle tecnologie digitali e delle telecomunicazioni sembra la più inconfutabile delle prove a sostegno di questa visione. Peccato che questa linearità viene smentita da un progresso orientato principalmente alla riduzione dei tempi e dei costi di progettazione e di produzione e "Nell'era digitale" all'ingombro di banda e di memoria, anche a scapito della qualità. Nel campo degli apparecchi dedicati alla riproduzione della musica i costi sono stati abbassati e si è voluto dar ad intendere che le prestazioni fossero inalterate se non addirittura incrementate. Si provi ad ascoltare un buon impianto vecchio d'una decina d'anni e lo si confronti con un odierno compattino. Si scoprirebbe che nonostante l'invecchiamento che il "vecchio" rivelerebbe sarebbe ancora capace di prestazioni inarrivabili per il "nuovo". Ed ora si pensi a chi si sia trovato a rimpiazzare quel "vecchio" con questo "nuovo" e si pensi ai dubbi che l'avranno colto pensando al progresso che gli era stato riservato. Dinanzi a queste situazioni non vogliamo lasciarci sfuggire l'occasione di dire a "chiare lettere" che la qualità deve essere cercata e verificata e non può in alcun caso essere presupposta per il solo fatto che è stato detto che esiste il progresso. Semmai è il progresso a dover dimostrare la qualità della quale sarebbe portatore. |
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