In precedenza aprivamo questa sezione proponendo delle considerazioni abbastanza amare rilevando la scarsa considerazione che la ricerca della qualità otteneva in un settore che per vocazione non può che essere orientato al miglioramento effettivo delle prestazioni. Qualcosa però potrebbe cambiare, la lenta ma perdurante diffusione di nuovi supporti specificatamente dedicati alla musica quali il DVD Audio ed il Super Audio CD consentono di sperare che l'elevazione del livello qualitativo offerto da questi supporti segni l'inversione della tendenza. A questo si aggiunga che colossi informatici quali Intel e Microsoft hanno annunciato l'adozione di formati audio innovativi in senso qualitativo, in parte superiori persino ai due menzionati. Il passaggio dalla elaborazione di formati unicamente orientati alla compressione con perdita per consentire un agevole trasferimento tramite linee di comunicazione digitali, a formati che accrescono la quantità-qualità dei dati acquisiti e immagazzinati per accrescere le possibilità di riproduzione fedele della musica, ci consentono finalmente di nutrire la speranza che l'aumentata capacità tecnologica maturata in questi anni venga volta al miglioramento dell'Alta Fedeltà.

 

Per consentire di comprendere agevolmente la mutazione della situazione ripubblichiamo il precedente editoriale in modo da confrontare le perplessità precedenti con le speranze attuali.

 

Sembra difficile oggi dire qualcosa di realmente nuovo e originale sull'Hi-Fi. Eppure anche se molto è stato detto e scritto c'è qualcosa che è sfuggito, la cosa forse più importante e decisiva: non si è detto a "chiare lettere" che molti apparecchi che vengono sfornati oggi da alcuni famosi produttori sono meno validi di quelli che li hanno preceduti.

Può apparire paradossale o inverosimile questa frase, a chi è intriso dalla convinzione che il progresso ci sia sempre e comunque, soprattutto quello legato alla tecnica. Del resto, un'epoca caratterizzata dallo sviluppo intensivo delle tecnologie digitali e delle telecomunicazioni sembra la più inconfutabile delle prove a sostegno di questa visione.

Peccato che questa linearità viene smentita da un progresso orientato principalmente alla riduzione dei tempi e dei costi di progettazione e di produzione e "Nell'era digitale" all'ingombro di banda e di memoria, anche a scapito della qualità. Nel campo degli apparecchi dedicati alla riproduzione della musica i costi sono stati abbassati e si è voluto dar ad intendere che le prestazioni fossero inalterate se non addirittura incrementate.

Si provi ad ascoltare un buon impianto vecchio d'una decina d'anni e lo si confronti con un odierno compattino. Si scoprirebbe che nonostante l'invecchiamento che il "vecchio" rivelerebbe sarebbe ancora capace di prestazioni inarrivabili per il "nuovo". Ed ora si pensi a chi si sia trovato a rimpiazzare quel "vecchio" con questo "nuovo" e si pensi ai dubbi che l'avranno colto pensando al progresso che gli era stato riservato.

Dinanzi a queste situazioni non vogliamo lasciarci sfuggire l'occasione di dire a "chiare lettere" che la qualità deve essere cercata e verificata e non può in alcun caso essere presupposta per il solo fatto che è stato detto che esiste il progresso. Semmai è il progresso a dover dimostrare la qualità della quale sarebbe portatore.